Estetica del porno amatoriale italiano

Come si racconta l’estetica del porno? Se molti di voi saranno tentati dal pensare “e chi se ne frega”, dovrebbero spiegarci come mai sono finiti su questa pagina. L’argomento è davvero interessante, secondo me, e merita un discorsetto fatto in un certo modo. procederemo, quindi, per scene successive, arrivando al numero perfetto, il 7 – perfetto per chi, poi, non si sa.

Scena 1. Il porno patinato è morto, passato di moda e pure gli hipster se ne vergognano: credo sia morto con la morte delle VHS, morto (…ops, molto!) probabilmente: quel che resta dei film di Selen ed Eva Henger, almeno per la maggiorparte di noi italiani, sono nastri magnetici tuttora nascosti negli armadi e nei cassetti di ognuno di noi. Con titoli improbabili sulle etichette, tipo iniziali (guai a scriverci sopra “filmino vacanze“, non sia mai venisse voglia di riesumare un bel video coi familiari in casa). Cose che non ci azzardiamo nemmno ggi a riprendere in mano e rivedere per il terrore che il videoregistratore si possa bloccare con una videocassetta porno al suo interno: uno dei veri, autentici incubi di chiunque sia stato adolescente o giovincello negli anni ’90. Per cui spazio al porno vero, quello che si può salvare sul cloud o su hard disk criptati, quello che mostra il sesso vero (o quasi) – con dolorini, realismo e piccole seccature da dover affrontare in diretta, durante l’amplesso. Magari riprendendo il tutto in POV (Point Of View).

Scena 2. L’idraulico. A vedere uno qualsiasi dei tanti v ideo porno amatoriali che girano sul web, la figura dell’idraulico è sempre uno dei migliori e più fortunati scopatori dell’universo: non solo, infatti, finisce sempre a letto con le clienti, ma le trova regolarmente disponibili, molto fighe ed in grado di cambiare posizione durante il sesso per più di tre volte – il numero magico che nella realtà quasi nessuno riesce a superare, a mio modesto avviso.

Gli idraulici che ci leggono potrebbero voler festeggiare, ma non si capisce bene a che titolo possano farlo. Il porno amatoriale.italiano, del resto, si basa da sempre su questo genere di stereotipo: ma noi siamo qui per batterci per i diritti degli elettricisti, dei calzolai e degli ingegneri ad essere egualmente considerati dei sex symbol.

Scena 3. La moglie offerta – In queste situazioni è obbligatorio che la moglie sia giovane (come se le mogli anziane non esistessero, e come se da grandicelli il sesso non si possa fare uguale: che assurdità!), porti degli shorts che lascino intravedere buona parte delle chiappe, e ci sia almeno un tatuaggio di mezzo (che fa sempre sangue, non si capisce bene perchè).

Scena 4. Se la moglie offre le proprie voglie – che fa anche rima – al gentil consorte, del resto, non ha mai mal di testa e non ha mai a noia il proprio rapporto matrimoniale. Almeno, nel film non vediamo traccia di tale eventuale crisi.

Scena 5. In tutti i porno amtoriali l’uomo deve essere muscoloso, del tipo body builder o alla peggio da bullo di quartiere, di quelli che ti fulminano con lo sguardo se (non sia mai) il tuo sguardo da umile vicino di casa dovesse abbattersi su di loro. Questa scelta fa riflettere sotto vari punti di vista: prima di tutto perchè l’uomo muscoloso è pensato per rendere appetibile il video anche alle donne

Scena 6. Se guardi un viedeo porno italiani devi anche essere consapevole di una cosa importante: cioè che anche le donne li guardano. Precisamente dovrebbe funzionare così: i filmati etero sono guardati principalmente dalle donne etero e dagli uomini etero, ma quelli lesbo o gay sono visti rispettivamente anche dagli uomini e dalle donne. Anche se sul web sembra essere in corso una battaglia culturale per l’affermazione del diritto delle donne a masturbarsi (perchè sembra quasi si tratti di questo, alla fine), questa battaglia deve finire, e dovremmo tutti accettare un ruolo paritario del gentil sesso anche nel porno.

Be Sociable, Share!